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Stato Di Emergenza

Stato di emergenza: cosa cambia per le aziende

Lo stato di emergenza emanato dal governo lo scorso 21 gennaio aveva una validità, come previsto dalla legge, di sei mesi. Alla scadenza alla fine di luglio è stato deciso di prorogarlo fino al prossimo 15 ottobre, con la possibilità di estenderlo ulteriormente qualora si dovessero verificare nuovi focolai o il numero dei contagi dovesse crescere in maniera esponenziale e pericolosa. La proroga dello stato di emergenza condizionerà la vita dei cittadini e dei lavoratori, con importanti ripercussioni per quel che riguarda i professionisti e i lavoratori.

Cos’è lo Stato di Emergenza

Come riportato dal sito della Camera dei deputati lo stato di emergenza è una particolare condizione, disciplinata dalla Legge 225 del 24 febbraio 1992, la stessa che istituisce il Servizio Nazionale della Protezione Civile. Tale normativa stabilisce che lo stato di emergenza può essere avviato per «calamità naturali o connesse con l’attività dell’uomo, che in ragione della loro intensità ed estensione debbono, con immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo». È un istituto particolare che è disciplinato da specifiche norme con l’obiettivo di consentire al governo in carica di rispondere prontamente all’emergenza in atto.

Cosa cambia per i professionisti

Come abbiamo visto la proroga dello stato di emergenza consente al governo di legiferare autonomamente proprio in virtù della particolarità del periodo. Lo strumento con il quale il governo potrà intervenire tempestivamente è l’ormai noto DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che dà la possibilità di emanare provvedimenti la cui validità e operatività è immediata. La proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre (senza escludere l’eventualità di un’ulteriore proroga) prevede diverse novità per i cittadini, ma anche per le aziende e i professionisti. Anche alla luce di quanto accaduto durante il lockdown di inizio anno, ci sono delle differenze rispetto a quanto vissuto da marzo a maggio.

Per capire nel dettaglio quali saranno le indicazioni che aziende, professionisti e lavoratori in generale dovranno adottare, è utile fare riferimento al Comunicato stampa 59 del 30 luglio 2020 nel quale il Consiglio dei Ministri spiega le misure urgenti in materia di emergenza epidemiologica.

La prima specifica riguarda la responsabilità della sorveglianza sanitaria per i lavoratori. Nel testo si specifica come “responsabile della sorveglianza sanitaria possa richiedere che la sorveglianza prosegua anche dopo l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per proteggere la salute del lavoratore e, inoltre che informi il lavoratore stesso riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa come avviene già oggi per l’esposizione all’amianto”. La sorveglianza sanitaria è a carico del Servizio Sanitario Nazionale per il periodo successivo alla fine del rapporto di lavoro, mentre è di responsabilità del datore di lavoro quando vi è un contratto in essere.

Tutti i lavoratori saranno obbligati a utilizzare i dispositivi di protezione individuale (DPI) quali le mascherine. Per coloro che sono impossibilitati a mantenere la distanza di sicurezza di un metro hanno l’obbligo di utilizzare le mascherine chirurgiche.

Le novità più significative riguardano poi l’incentivazione allo smart working. Il lavoro agile è consentito ai lavoratori disabili o a coloro che, all’interno del proprio nucleo familiare, hanno una persona con riconosciuta disabilità. Rientrano in questa categoria anche i lavoratori immunodepressi e coloro che hanno familiari conviventi immunodepressi. Hanno diritto allo smart working, qualora il lavoro svolto lo consenta, i dipendenti del settore privato che hanno figli a carico minori di quattordici anni. Lo smart working potrà essere utilizzato anche da ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza di accordi individuali. Per i dipendenti della Pubblica Amministrazione il lavoro agile sarà seguito fino al 31 dicembre 2020.

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