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Smart Working

Smart working: incentivi e indicazioni

Se c’è una cosa che in queste settimane è apparsa in tutta la sua evidenza è che molti lavori possono essere svolti a distanza. Parliamo, quindi, dello Smart working. Un’espressione sicuramente abusata in questi mesi, tanto che non è raro pensare che sia sufficiente avere un pc connesso a internet per poter svolgere qualsiasi mansione. Anche “solo” dal punto di vista tecnologico, è fondamentale che ci siano connessioni adeguate e che l’azienda abbia sviluppato reti e software che permettano questo tipo di “lavoro agile”. Cerchiamo quindi di fare chiarezza su quella che è la situazione in materia di Smart working.

Come cambia il lavoro con lo Smart working

Le indicazioni per lavorare in Smart working

È utile innanzitutto partire da alcune indicazioni necessarie per sgomberare il campo da equivoci sul cosiddetto “lavoro agile”. Lavorare da casa non significa lavorare meno o accedere solo a una serie di vantaggi e comodità. È indubbio che, rispetto al doversi recare in ufficio, poter lavorare senza uscire di casa può costituire un enorme vantaggio (soprattutto in termini di tempo, costi e stress). Ma non è vero che non ci sono rischi o problemi, specie per quelle famiglie che hanno figli a casa. inoltre c’è da considerare anche che, come ogni tipo di lavoro, anche lo Smart working ha dei rischi. Gli infortuni sul lavoro possono colpire anche chi lavora da casa davanti a un pc e questi sono coperti dalle tutele assicurative previste dal proprio contratto di lavoro.

Come specifica l’INAIL, infatti, “lo svolgimento della prestazione di lavoro in modalità agile non fa venir meno il possesso dei requisiti oggettivi (lavorazioni rischiose) e soggettivi (caratteristiche delle persone assicurate) previsti ai fini della ricorrenza dell’obbligo assicurativo”. Perché la tutela assicurativa sia attivata è necessario dimostrare che l’infortunio sia avvenuto durante l’orario di lavoro e a causa delle mansioni che si stavano svolgendo.

Gli incentivi per lo Smart working

Oggi si sta incentivando molto l’applicazione del lavoro agile, laddove possibile, per limitare gli spostamenti individuali e arginare in questo modo la diffusione del Covid-19. Questa resta una situazione di emergenza, ma può anche essere l’occasione per aziende e professionisti di cogliere le opportunità date dallo Smart working. Su questo argomento è intervenuto anche il cosiddetto Decreto Rilancio (il Decreto Legge 34/2020), per tutelare i lavoratori. A tal proposito nell’articolo 90 è previsto che i genitori di figli minori di quattordici anni hanno diritto di accedere allo Smart working anche in assenza di accordi specifici. Questo a condizione che in quel nucleo familiare l’altro genitore non sia inattivo o non usufruisca di uno degli incentivi di sostegno a seguito della sospensione o perdita del lavoro.

Il discorso vale anche per i dipendenti della pubblica amministrazione che, fino al 31 dicembre 2020, possono usufruire del lavoro agile anche in assenza di accordi individuali specifici. È previsto che lo Smart working possa essere svolto anche con strumenti informatici del dipendente, nel caso in cui il datore di lavoro non li avesse da fornire ai propri collaboratori.

In entrambi i casi i datori di lavoro hanno l’obbligo di comunicare per via telematica i nominatori dei lavoratori in Smart working e la data di fine della collaborazione in questa modalità.

Smart working non è solo lavoro da casa

È importante anche ricordare come lo Smart working non sia il semplice ‘lavoro da casa’. Esso si prefigura innanzitutto come una maggiore libertà ed elasticità degli orari e dagli obblighi di recarsi quotidianamente nella propria sede di lavoro. Prima ancora di una modalità è una mentalità che cambia, che deve quindi incontrare la volontà del datore di lavoro con la capacità del dipendente. Molto dipende dal tipo di professione che si svolge, se è necessario rispettare sempre degli orari prefissati o se, lavorando su progetti, si può gestire il proprio turno in maniera più flessibile, assicurando sempre il raggiungimento degli obiettivi.

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