skip to Main Content
Circ.ne Clodia, 88 - 00195 Roma (RM) +39 06 39722933 info@studio-code.it
Servizi Digitali Pubblica Amministrazione

Servizi digitali Pubblica Amministrazione: come cambia l’accesso

Il processo di rinnovamento e digitalizzazione del nostro Paese passa anche e soprattutto attraverso l’incentivazione dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Se da una parte si gestiscono i rapporti tra contribuente e Agenzia delle Entrate in maniera prevalentemente telematica (salvo le pratiche che non possono essere trattate in questo modo), dal prossimo anno vi è anche l’obbligo dello SPID. Parliamo proprio del Sistema Pubblico di Identità Digitale (il cui acronimo è SPID) che “garantisce a tutti i cittadini e le imprese un accesso unico, sicuro e protetto ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati aderenti”.

Se prima lo SPID era opzionale e risultava essere un’opportunità in più per chi la volesse cogliere, da marzo del prossimo anno diventerà obbligatorio per accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Questo cambiamento è stato accelerato dall’emergenza Covid-19 in corso che costringe le persone a ridurre gli spostamenti e a incentivare le modalità di contatto telematiche. Inoltre si tratta di sistemi che permetteranno un rapido accesso alle informazioni e un risparmio non indifferente sulle casse dello stato.

Cosa cambia per lo SPID

Una prima novità riguarda l’accesso al sito dell’INPS che, dal 1 ottobre scorso, non è più possibile con le tradizionali credenziali. Il sito ufficiale dell’INPS precisa come da quella data non verrà più rilasciato il PIN, salvo ai minori di 18 anni, a coloro che non hanno documenti di identità italiane e alle persone soggetto a tutela, curatela o amministrazione di sostegno. L’accesso sarà solamente digitale tramite lo SPID, la CIE (Carta d’Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi). In realtà l’INPS precisa che è in corso una fase transitoria e i PIN attualmente attivi potranno continuare a essere utilizzati, ma è caldamente consigliato di effettuare il passaggio allo SPID o ad altro sistema valido.

Dal 1 marzo 2021 diventerà obbligatorio lo SPID (o la CIE o la CNS) anche per l’accesso ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Con l’occasione è stato velocizzato l’iter per l’ottenimento dello SPID, il sistema che, come detto, consente l’accesso a tutti i servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Scopriamo quindi di cosa si tratta e come richiederlo.

Le novità per i servizi digitali della Pubblica Amministrazione.

Cosa fare per richiedere lo SPID

La semplificazione introdotta nelle ultime settimane è quella di permettere di richiedere lo SPID con una procedura di riconoscimento e validazione dell’utenza da effettuare da remoto. Lo SPID è l’identità digitale dei cittadini che consente, tra le altre cose, l’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione. L’identità digitale viene rilasciata da una provider (come Poste Italiane, Aruba, InfoCert eccetera) che, in base alle proprie tecnologie, consentono di ottenere livelli di protezione differente. Le credenziali di accesso allo SPID di 1 e 2 sono completamente gratuite. Bisogna poi distinguere, in fase di registrazione e scelta del provider, tra utenze per i cittadini e quelle a uso professionale. Nel secondo caso sono solo alcuni i provider che consentono di offrire questo tipo di servizio.

I cittadini residenti in Italia per poter richiedere lo SPID devono essere in possesso di un indirizzo email, di un numero di telefono mobile, di un documento di identità valido (carta d’identità, patente o passaporto) e la tessera sanitaria con il codice fiscale. La registrazione vera e propria si articola in tre fasi:

  • Inserimento dei dati anagrafici;
  • Creazione delle credenziali SPID;
  • Procedura di riconoscimento.

Ogni provider può richiedere tempi differenti per il rilascio dell’identità digitale e la fase di riconoscimento può avvenire in modi differenti. Per la scelta del provider è utile verificare tutte le condizioni e individuare quello che fornisce maggiori garanzie per le proprie esigenze.

L’obbligo della PEC per le partite IVA

Un’altra importantissima novità delle ultime settimane è quella relativa all’obbligo, a partire dal 1 ottobre 2020, di avere un indirizzo di posta certificata (PEC) per tutte le aziende e i professionisti. Tale obbligo vale per quelle imprese iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio e questo provvedimento mira a introdurre e ampliare il concetto di “domicilio digitale” sul quale molto si vuole investire nei prossimi anni. Dal 1 ottobre le società e le ditte individuali che non si sono adeguate rischiano una sanzione amministrativa che può andare da un minimo di 30€ a un massimo di 2064€.

Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

×Close search
Cerca

Gentile Utente, ti avvisiamo che il nostro sito utilizza, oltre a cookie tecnici, anche cookie di profilazione propri e di terze parti. Ti preghiamo di leggere attentamente la nostra informativa estesa, ove ti forniamo indicazioni sull’uso dei cookie e ti viene data la possibilità di negare il consenso alla loro installazione ovvero di scegliere quali specifici cookie autorizzare. Per maggiori informazioni consulta l’informativa privacy.