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Riforma Dello Sport

Riforma dello Sport: differenza tra attività didattica e sportiva

La Riforma dello Sport è ormai legge e si vanno delineando le diverse novità e cambiamenti che riguarderanno le ASD e le SSD, nonché il chiarimento di alcune questioni che negli anni hanno acceso diversi dibattiti e sollevato problemi. Tra queste una molto importante che merita una particolare attenzione è quella relativa alla differenza tra attività didattica e attività sportiva.

Con questo primo approfondimento iniziamo una rubrica sulle principali novità inerenti la Riforma dello Sport e che riguarderanno le attività delle Associazioni e delle Società Sportive Dilettantistiche.

Fino a oggi, prima dell’introduzione del nuovo Registro CONI, infatti, la legge prevedeva che le associazioni e le società sportive per mantenere l’iscrizione dovevano svolgere sia attività sportive che didattiche (o formative). Per attività sportiva è da intendersi lo svolgimento di eventi sportivi (gare e competizioni) che rientranti nella disciplina di appartenenza e organizzati dall’organismo (ente, federazione, eccetera) di riferimento. Le attività didattiche, invece, sono quelle che riguardano i corsi di avviamento allo sport, che l’ASD o la SSD svolge verso i propri tesserati e soci con l’obiettivo di promuovere la disciplina di appartenenza al fine di praticarla. Le attività formative sono quelle finalizzate alla formazione dei tesserati (istruttori, maestri, tecnici) e alle attività di divulgazione sugli argomenti inerenti l’ordinamento e la tecnica sportiva.

ASD e SSD per continuare a mantenere i privilegi della loro iscrizione sono tenuti a comunicare attraverso il Registro CONI i dati degli eventi sporti, formativi e didattici svolti. Il problema è sorto dal testo di riferimento che indicava come le associazioni e le società sportive dovessero dimostrare lo “svolgimento di comprovata attività sportiva e didattica”. Da tale espressione sembrava (l’uso del verbo al passato è d’obbligo come vedremo) che l’attività sportiva e quella didattica (e formativa) fossero distinte. Questa normativa ha sollevato nel corso degli anni diverse questioni, in quanto si è molto discusso se le ASD e le SSD avessero dovuto svolgere parallelamente le attività sportive, formative e didattiche o in maniera alternativa.

Il punto è nodale e non marginale in quanto l’assenza di questi requisiti espone le ASD e le SSD alla cancellazione dal Registro del CONI, con tutto quello che questo rappresenta.

Cosa cambia con la nuova riforma dello Sport

Nel testo della nuova riforma dello sport si ribadisce l’intenzione del legislatore, ma la si chiarisce per superare gli equivoci e i fraintendimenti, stabilendo (Decreto Legislativo 36/2021) che per sport si intendequalsiasi forma di attività fisica fondata sul rispetto di regole che, attraverso una partecipazione organizzata o non organizzata, ha per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”.

Inoltre le ASD e le SSD vengono definite come “il soggetto giuridico affiliato ad una Federazione sportiva nazionale, ad una Disciplina sportiva associata o ad un Ente di promozione sportiva che svolge, senza scopo di lucro, attività sportiva, nonché la formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza all’attività’ sportiva dilettantistica”.

Questo significa che l’attività didattica e formativa rientrano nell’attività sportiva a condizione che sia svolta all’interno della federazione. In attesa del provvedimento del Dipartimento per lo Sport sul funzionamento del nuovo Registro CONI ricordiamo come la legge prevede il trasferimento automatico dei dati del vecchio registro a quello nuovo.

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