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Reati Tributari: Limiti E Sanzioni Dal 2020

Reati tributari: limiti e sanzioni dal 2020

Tra le novità introdotte dalla nuova legge di bilancio ci sono anche diversi inasprimenti per i reati tributari, ovvero tutte le violazioni alle normative fiscali vigenti. Questi reati tributari possono avere una rilevanza sia civile che penale e vanno dagli omessi versamenti fino all’emissione di fatture false, passando per la distruzione dei documenti contabili. Un settore molto ampio sul quale il governo ha voluto intervenire in maniera decisa aumentando le pene previste. Vediamo più nel dettaglio cosa cambia dal 2020.

Le pene per i reati tributari

Come abbiamo anticipato è doveroso distinguere l’articolato settore dei reati tributari in pene e sanzioni amministrative e penali. Nel primo caso la sanzione comminata prevede il pagamento di una multa in denaro, mentre nel caso delle sanzioni penali si arriva anche alla reclusione. L’entità di ogni sanzione, ovviamente, dipende dalla gravita del reato commesso.

Sanzioni amministrative

Dichiarazione dei redditi omessa o fraudolenta

Nel caso in cui la dichiarazione dei redditi è stata omessa la sanzione amministrativa avrà un importo proporzionale al ritardo con cui la dichiarazione è stata presentata. Nel caso in cui l’messa dichiarazione venga saldata entro i termini di presentazione della dichiarazione successiva, la sanzione è ridotta del 50%.

Nel caso invece della dichiarazione fraudolenta la sanzione è stata portata al 50%. È però anche prevista una riduzione della sanzione base di un terzo, qualora risulti che la maggior imposta o il minor credito siano inferiori al 3% di quanto è stato dichiarato.

Sanzioni penali

Fatture false

Tra i reati tributari che prevedono sanzioni di tipo penale c’è quello dell’emissione di fatture false. Tale normativa è stata inasprita con la legge di bilancio del 2020. La prima novità riguarda le modifiche dei limiti (sia minimi che massimi). Il limite minimo ora diventa di 4 anni di reclusione (rispetto ai 18 mesi precedenti) e quello massimo arriva agli 8 anni di carcere (rispetto ai 6 precedenti). Per i reati inferiori ai 100000€, invece, la reclusione va da un anno e sei mesi fino a sei anni.

Distruzione o occultamento di documenti contabili

Nel caso di occultamento o distruzione dei documenti contabili il limite minimo di reclusione è stato portato a tre anni, mentre quello massimo a sette anni.

Dichiarazione infedele

Le sanzioni penali per i reati tributari di dichiarazione infedele cambiano in questo modo: il limite minimo viene alzato a due anni di reclusione, mentre il limite massimo a cinque anni di carcere. Per questo tipo di reati il valore d’imposta evaso è di 100000€ e l’ammontare complessivo di quanto sottratto all’imposizione diventa di due milioni di euro.

Dichiarazioni fraudolente

Anche per quel che riguarda le cosiddette dichiarazioni fraudolente sono stati rivisti i limiti minimo e massimo di reclusione. Questi ora saranno di minimo tre anni fino a un massimo di 8.

Omessa dichiarazione

Nel caso dei reati tributari di omessa dichiarazione il limite minimo di reclusione diventa di due anni e quello massimo di sei. Questi limiti valgono anche per le pene penali verso i sostituti d’imposta.

Omessi versamenti

Per coloro che non versano le ritenute dovute o quelle IVA entro i limiti previsti dalla legge, è prevista una pena penale che va da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni. Inoltre per far scattare questo tipo di reato è stata abbassata la soglia delle somme non versate, che è ora di 100000€, rispetto ai precedenti 150000€.

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