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Linee Guida Raccolta Fondi ETS

Raccolta fondi ETS: ecco le nuove linee guida del Ministero

A fine luglio sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale, e quindi rese operative, le nuove Linee guida in materia di raccolta fondi degli Enti del Terzo settore. Le linee guida riguardano tutti gli ETS, a prescindere dalla loro grandezza, finalità, classificazione e forma giuridica e hanno lo scopo di offrire uno strumento di orientamento nella realizzazione dell’attività di raccolta fondi in modo da migliorare il rapporto di fiducia tra Enti e cittadini. Il testo ufficiale è stato sviluppato tenendo conto delle indicazioni di quanto previsto all’articolo 7 comma 2 del Decreto Legislativo 117/2017, ovvero il Codice del Terzo Settore.

Entriamo più nel dettaglio delle Linee guida in materia di raccolta fondi degli Enti del Terzo settore scoprendo quali sono i punti essenziali cui fare riferimento.

Le indicazioni sulla raccolta fonti degli ETS

Le nuove Linee guida partono (§2) dalla definizione di raccolta fondi, precisando come questa attività sia divenuta nel corso del tempo una delle modalità privilegiate per il reperimento delle risorse necessarie al proseguimento delle finalità istituzionali degli Enti del Terzo Settore. Per raccolta fondi, quindi, si intende “il complesso delle attività ed iniziative poste in essere da un ente del Terzo settore al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva”.

In questo senso si precisa come la raccolta fondi potrà essere sia pubblica che privata, ovvero indirizzata al singolo potenziale donatore. La raccolta potrà avvenire attraverso l’erogazione liberale di denaro o di beni in natura che tramite il pagamento di un corrispettivo a fronte di una cessione di beni o servizi di modico valore da parte dell’ETS.

Le tecniche di raccolta fondi

Il §5 precisa quali possono essere, in un quadro di massima, le tecniche di raccolta fondi utilizzabili dagli Enti del Terzo Settore. Quelle menzionate sono, nell’ordine, Direct Mail, Telemarketing, Face-to-Face, Direct response television, Eventi, Merchandising, Salvadanai, Imprese for profit, attività di sostegno a distanza, lasciti testamentari, numerazioni solidali, donazioni online.

Gli obblighi di rendicontazione

Va ricordato che gli ETS, così come previsto dal Codice del Terzo Settore, hanno l’obbligo di rendicontazione delle raccolte fondi. Questo ha l’obiettivo di tutelare la fede pubblica, garantire la trasparenza delle attività e consentire la vigilanza agli organi competenti. A questo proposito il testo delle Linee guida in materia di raccolta fondi degli Enti del Terzo settore prevede (Allegato 1) uno schema di rendiconto e relazione illustrativa con annessa tabella con i criteri per la compilazione dei rendiconti in riferimento alla tipologia di raccolta fondi e all’Ente del Terzo Settore, se con ricavi, rendite, proventi ed entrate inferiori o non inferiori a 220000€.

Profilo sostanziale e fiscale

In conclusione va precisato che il testo delle Linee guida in materia di raccolta fondi degli Enti del Terzo settore, un documento volutamente definito “aperto” (§3) per consentire di sviluppare spunti di riflessione per la raccolta e l’elaborazione di buone prassi da parte di soggetti pubblici e privati, affronta l’argomento in materia sostanziale “mentre sul profilo fiscale la competente Amministrazione finanziaria interverrà con specifici documenti di prassi, circolari o atti di indirizzo”.

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