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Premi Sportivi

Premi sportivi: le regole della tassazione

Abbiamo avuto modo di occuparci della tassazione degli sportivi professionisti e in quell’occasione abbiamo solamente accennato alla questione dei premi sportivi. Si tratta di un aspetto molto importante per diverse società sportive che, oltre al reddito erogato all’atleta (o a chi da contratto ne ha diritto), possono concedere un riconoscimento per il raggiungimento di un obiettivo.

I premi sportivi, infatti, sono quei compensi che vengono erogati in caso di vittoria di una competizione o di qualificazione a una particolare manifestazione o, ancora, di promozione a una categoria superiore. Le condizioni per cui vengono concessi sono diverse, ma è bene chiarire qual è l’inquadramento fiscale di questi benefit.

Gli sportivi professionisti

La ritenuta alla fonte per i premi sportivi

Secondo la normativa vigente, infatti, i premi per gli sportivi sono da considerare come compensi derivati da lavoro autonomo. Anche se il contratto di lavoro è di tipo dipendente, il compenso ricevuto per il premio conquistato, che sia in natura o in denaro, è da gestire come quello dei redditi da lavoro autonomo. In questo senso bisogna applicare la ritenuta alla fonte, come disposto dalla Legge 91/1981 (articolo 3, comma 2, lettera a) e dal DPR 600/1973

Quando si parla di ritenuta bisogna innanzitutto distinguere tra quella legati ai premi sportivi erogati dalla società sportiva di appartenenza e quelli legati alla vittoria di una competizione sportiva. Per questi ultimi lo sportivo deve applicare su quel premio la ritenuta del 20% a titolo d’imposta (DP 600/1973 articolo 30, comma 2). Per i premi sportivi, invece, tale ritenuta non va considerata, ma va applicata una a titolo di acconto. L’ente che eroga il premio sportivo, infatti, come per tutti gli altri redditi da lavoro autonomo, deve applicare una ritenuta a titolo di acconto con un’aliquota che varia in base al reddito complessivo dello sportivo.

La ritenuta per gli sportivi non residenti

Discorso leggermente diverso per l’applicazione della ritenuta a quegli sportivi che non sono residenti nel Paese dov’è fissata la sede della società sportiva. In questo caso per i premi sportivi la ritenuta è del 30% ed è da considerare come a titolo d’imposta, purché la prestazione oggetto del premio sia stata svolta esclusivamente nel territorio dello Stato italiano. La ritenuta del 30% è inoltre legittima nei casi in cui la prestazione sportiva venga svolta anche sul territorio di Paesi esteri, a condizione che con questi siano in vigore le relative convenzioni bilaterali che regolamentano tale disciplina.

Gli sportivi dilettanti

Per gli sportivi dilettanti i premi, così come le indennità e i rimborsi, sono tassati ai fini IRPEF solamente se superiori ai 10000€. Gli importi inferiori a quella soglia non contribuiscono a formare il reddito imponibile ai fini IRPEF. Nel caso di importi superiori ai diecimila euro ed entro la soglia di 20658.28€, si applica ai fini IRPEF un’aliquota del 23% (più l’addizionale comunale e quella regionale). In questi casi lo sportivo dilettante non ha l’obbligo di inserire questi compensi all’interno della propria dichiarazione dei redditi. Per gli importi superiori viene applicata la ritenuta del 23% a titolo di acconto, maggiorata con l’addizionale comunale e con quella regionale.

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