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Piccole E Medie Imprese

Piccole e medie imprese: i finanziamenti per ripartire

Mentre si inizia a definire (e a discutere) sulla fase 2, quella relativa a un allentamento del lockdown con una graduale riapertura delle aziende, è tempo per le realtà imprenditoriali comprendere come gestire le conseguenze della chiusura delle scorse settimane. Per le piccole e medie imprese il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) sta lavorando a 360° per una serie di misure capaci, da una parte, di limitare il danno che il Covid-19 ha prodotto e, dall’altro, supportare le aziende nella ripresa. Oltre alle disposizioni sulla tenuta dell’occupazione e dei redditi, infatti, è importante garantire continuità alle aziende, soprattutto alle piccole e medie imprese (PMI) che costituiscono l’ossatura del nostro Paese e che assicurano posti di lavoro e stanno subendo il più grande contraccolpo economico dovuto alla pandemia.

I finanziamenti per le piccole e medie imprese

Dopo il provvedimento Cura Italia e le proroghe sulle scadenze fiscali sono questi i binari principali su cui si articola l’attività di sostegno economica nei confronti delle piccole e medie imprese:

  • Sostegno alla liquidità;
  • Moratoria sui prestiti;
  • Fondo di Garanzia per le PMI.

Sostegno alla liquidità

Una delle principali misure per le piccole e medie imprese è quella relativa al sostegno della liquidità che prevede lo stanziamento di 200 miliardi euro. Questa misura prevede, per le piccole e medie imprese presenti in Italia, grazie alla garanzia di Sace (la società di servizi assicurativi e finanziari), fino a fine 2020 di rilasciare finanziamenti con garanzie a condizioni agevolate. Tale garanzia, come si legge sul sito ufficiale del MEF, è “a prima richiesta, esplicita e irrevocabile e copre finanziamenti di importo non superiore al maggiore fra il 25% del fatturato 2019 dell’impresa e il doppio del costo del personale del 2019”. I finanziamenti avranno durata massima di 6 anni e le piccole e medie imprese potranno utilizzare un preammortamento di 12, 18 o 24 mesi. È l’azienda che deve fare richiesta alla banca che, a sua volta, gestirà le comunicazioni con Sace per l’erogazione del finanziamento. Per le imprese più piccole (fatturato non superiore a 1.5 miliardi di euro e meno di cinquemila dipendenti) è ancora più semplice.

Moratoria sui prestiti

Rivolta alle piccole e medie imprese, le partite IVA e le ditte individuali con sede in Italia, è stata prevista una sospensione delle scadenze delle obbligazioni (moratoria) sui prestiti. La misura stanzia circa 220 miliardi di euro con l’obiettivo di supportare le aziende nella fase più delicata della caduta produttiva. Fino al 30 settembre, quindi, saranno bloccate:

  • linee di credito in conto corrente;
  • finanziamenti per anticipi su titoli di credito;
  • scadenze di prestiti a breve;
  • rate di prestiti;
  • canoni in scadenza.

Tale misura riguarda tutte le piccole e medie imprese che al 17 marzo non avevano posizioni debitorie deteriorate e che hanno subito una carenza di liquidità. La richiesta deve essere inviata, allegata di autocertificazione, all’istituto di credito al quale si richiede la moratoria.

Fondo di Garanzia per le PMI

Per le piccole e medie imprese è stato inoltre ampliata l’operatività del Fondo di Garanzia, rendendo gratuita la garanzia, la sospensione dell’obbligo di versamento delle commissioni per l’accesso al Fondo e la possibilità di rinegoziazione del debito in caso di sospensione del finanziamento. La copertura diretta è del 90% per i finanziamenti a 6 anni, con la possibilità di arrivare, nel rispetto di determinate condizioni, anche al 100%. I prestiti possono essere suddivisi in:

  • prestiti fino a 25000€ – prestiti pari al 25% dei ricavi dell’impresa che presenta la domanda all’istituto di credito tramite autocertificazione nella quale dichiara i danni subiti dall’emergenza Coronavirus. La banca verifica il merito creditizio e il prestito dura fino a 5 anni e l’inizio del rimborso non inizia prima dei 24 mesi.
  • prestiti fino a 80000€ – rivolto alle imprese con meno di 500 dipendenti e un fatturato non superiore ai 3.2 milioni di euro. Il prestito non è superiore al 25% dei ricavi dell’azienda con una garanzia del 100% (90% dallo Stato e 10% da un soggetto terzo). L’accesso al fondo è gratuito e avviene sempre tramite domanda, completa di autocertificazione, presentata all’istituto di credito.
  • prestiti fino a 5 milioni di euro – prestiti garantiti al 90% per un ammontare non “superiore al doppio della spesa per salari che il beneficiario ha sostenuto nel 2019 o il 25% del fatturato totale del 2019”.

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