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Pensione Anticipata

Pensione anticipata: come funziona il contratto di espansione

La possibilità di andare in pensione è per molti un’utopia per altri un obiettivo sempre difficile da raggiungere. Tra le misure prese del Decreto Sostegni Bis c’è anche la possibilità di accedere al cosiddetto contratto di espansione a tutte le aziende che abbiano un minimo di 100 dipendenti. Si tratta questa di una formula che consente la pensione anticipata a una serie di lavoratori. L’aspetto interessante del contratto di espansione è che chi ne può usufruire può andare in pensione fino a 5 anni (60 mesi) prima di quanto altrimenti dovrebbe fare con le attuali misure di legge. Scopriamo come funziona, quali sono i requisiti e i costi, per i lavoratori e i datori di lavoro, di questa misura di pensione anticipata.

Come funziona il contratto di espansione

Come specificato anche dal Messaggio 2419 dell’INPS, i datori di lavorosono tenuti a trasmettere alla Struttura INPS territorialmente competente copia del contratto di espansione sottoscritto presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e la “Richiesta di accreditamento e variazione dell’indennità mensile di cui all’art. 41 comma 5-bis, del d.lgs. 148/15, come modificato dall’art. 1, comma 349, della legge 178/2020” (mod. SC96)”; richiesta questa presente nella sezione Moduli del sito dell’INPS.

I requisiti per accedere al contratto di espansione

Per poter usufruire della pensione anticipata prevista dal contratto di espansione i lavoratori deve avere 62 anni e almeno 20 anni di versamenti oppure, per gli uomini, 37 anni e 10 mesi di contributi e 36 anni e 10 mesi per le donne. Ci sono poi requisiti anche per le aziende. Queste, per offrire i contratti di espansione, devono sottoscrivere degli accordi con le organizzazioni sindacali assicurando la riqualificazione dei dipendenti interni e l’assunzione, seppur agevolata, di nuovi profili a tempo indeterminato. Lo scopo è quindi, da una parte, di offrire la pensione anticipata ai lavoratori, e dall’altra di permettere alle aziende un ricambio generazionale.

I costi della pensione anticipata per i lavoratori e le aziende

Ovviamente non è tutto ora quello che luccica e la pensione anticipata offerta dal contratto di espansione può non risultare, almeno dal punto di vista economico, la scelta migliore. Questo perché l’importo della pensione risulterebbe inferiore rispetto a coloro che andrebbero in pensione normalmente, in quanto con il contratto di espansione non si verserebbero gli ultimi 5 anni di contributi e vi sarebbe una riduzione anche del TFR. Senza considerare come il contratto di espansione preveda un adeguamento al ribasso dell’assegno mensile rispetto allo stipendio. Il lavoratore, fino alla maturazione vera e propria della pensione, riceve dall’INPS un assegno per 13 mensilità corrispostogli dall’INPS.

Bisogna poi considerare i costi per le aziende. Il costo equivale all’importo della pensione maturata dal lavoratore al momento della sua uscita dall’azienda. Invece per le imprese con più di 1000 lavoratori possono contare anche su un ulteriore vantaggio per un periodo massimo di 36 mei nei quali, grazie a specifici programmi europei, ottengono un beneficio pari al valore della NASpI maturata dai dipendenti. Tale beneficio, anche se in misura minore, riguarda anche le imprese con 100 dipendenti. Il beneficio infatti è per 24 mesi e comprensivi di una riduzione a partire dal quarto mese.

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