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Pagamenti Tracciabili

Pagamenti tracciabili: gli incentivi del governo

Continua l’attività del governo per incentivare l’uso di pagamenti tracciabili, soprattutto nell’ottica del contrasto all’evasione fiscale. E sono diverse le misure già attive e altre quelle che nel giro dei prossimi mesi verranno messe in atto. Quella della lotta al contante e del potenziamento dei pagamenti tracciabili è una battaglia su più fronti che nelle intenzioni dell’esecutivo, ma anche del dicastero dell’Economia, dovrebbe portare a notevoli benefici.

Non solo, com’è ovvio, in termini di contrasto all’evasione, ma anche di snellimento e ottimizzazione del processo finanziario e tributario dell’intero Paese. Se i pagamenti legati agli incassi per le prestazioni professionali sono tracciabili è possibile anche calcolare in automatico le imposte dovute, riducendo gli errori e i passaggi di tutto il meccanismo statale.

Gli incentivi per potenziare i pagamenti tracciabili

A oggi, dopo il Bonus POS, l’uso dei pagamenti tracciabili è sempre più una realtà cui non è possibile fare a meno. Dallo scorso anno, infatti, il pagamento degli stipendi deve avvenire esclusivamente con sistemi di pagamento tracciabili. Lo stesso vale per la gestione di diverse competenze delle società sportive così come per poter usufruire dei vari Ecobonus per le ristrutturazioni. Inoltre dal primo di luglio è stato ulteriormente ridotto il limite massimo di pagamenti che è possibile effettuare in contanti, abbassando la soglia da 3000€ a 2000€. Anche le pensioni superiori ai 1000€ non vengono più pagate in contanti così come le donazioni alle Onlus e agli Enti del Terzo Settore, per poter ottenere le relative detrazioni devono essere effettuate con sistemi di pagamento diversi dal contante.

Dallo scorso anno è attivo anche l’obbligo per i professionisti che ne hanno diritto di pagare il rifornimento del carburante del proprio mezzo di lavoro esclusivamente con metodi di pagamento tracciabile. Solo in questo modo avranno la possibilità di detrarre tale costo dall’importo dell’IVA.

Questo il quadro attuale con diverse possibilità che potrebbero diventare operative a partire dai prossimi mesi. La riduzione dei pagamenti in contanti avrebbe dovuto vedere nel 2020 un anno di svolta, ma anche a causa della crisi e dell’emergenza sanitaria, molto è stato rinviato o addirittura messo in stand-by. Si cercano anche risorse per ridurre i costi delle commissioni che gli esercenti devono pagare per le transazioni dei pagamenti ricevuti, soprattutto per gli importi inferiori ai 5€ e ai 20€. In questo modo si amplierebbe il campo di utilizzo di bancomat e sistemi digitali, riducendo ulteriormente l’uso dei contanti, specie quelli di piccolo taglio.

Quali sono i pagamenti considerati tracciabili?

Ma cosa si intende per pagamenti tracciabili? Se è evidente che il problema è nell’uso del contante, c’è da capire quali sono i metodi di pagamento alternativi che sono accettati. Oggi i pagamenti tracciabili sono il bonifico bancario o postale, le carte di credito, di debito e prepagate e i bancomat e, come ribadito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta 247 del 5 agosto 2020 qualsiasi altro sistema purché “garantisca la tracciabilità e l’identificazione del suo autore al fine di permettere efficaci controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria”. Resta il problema dell’impossibilità di quei contribuenti privi di un conto corrente bancario che quindi non possono effettuare pagamenti diversi da quelli in contanti. Per queste categorie sono in corso diverse analisi per trovare una soluzione che tuteli il singolo cittadino ma anche l’Agenzia delle Entrate di poter effettuare i dovuti controlli.

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