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Nuove Regole Ecobonus

Le nuove regole degli Ecobonus

Le agevolazioni fiscali sui lavori edilizi sono stati un vero e proprio tormentone degli ultimi due anni; con l’introduzione del Superbonus del 110% e le opzioni della cessione del credito e dello sconto in fattura, infatti, si è assistito a una vera e propria esplosione di interesse e numero di interventi eseguiti con questo tipo di sistema. Non sono mancate le irregolarità e le vere e proprie truffe tanto che si è dovuto ricorrere ai ripari introducendo nuove regole più stringenti per accedere agli Ecobonus.

Regole che hanno rischiato per qualche settimana e mese di bloccare un intero sistema anche in relazione ai contratti già sottoscritti e ai cantieri già iniziati ma che ora è stato nuovamente definito rivedendo notevolmente quelle che sono le modalità di accesso e fruizione degli Ecobonus.

La normativa di riferimento per le nuove regole sugli Ecobonus

Sono sostanzialmente tre i decreti e le leggi di riferimento che disciplinano le nuove regole per accedere agli Ecobonus e sono:

  • Decreto Antifrode;
  • Legge di Bilancio 2022;
  • Decreto Frodi.

Il Decreto Antifrode

Quello del novembre 2021, il Decreto Legge 157/2021 sulle “Misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche”, sinteticamente detto Decreto Antifrode, è stato il primo intervento normativo atto ad arginare tutte quelle truffe (con un danno all’erario stimato intorno ai 4 miliardi di euro) che hanno portato a gonfiare i preventivi maturando crediti fittizi. Il Decreto Antifrode, quindi, ha introdotto l’obbligo, per accedere a tutti gli Ecobonus, di richiedere sia il visto di conformità che l’asseverazione per la congruità delle spese sostenute (i cui costi sono anch’essi agevolabili). Sono esclusi da questo obbligo gli interventi in edilizia libera e quelli il cui importo complessivo è inferiore ai 10000€.

Legge di Bilancio 2022

Con la Legge di Bilancio 2022 gli Ecobonus sono stati prorogati fissando la data di scadenza al 31 dicembre 2022 per il Bonus facciate, al 31 dicembre 2024 per quelli di ristrutturazione edilizia e miglioramento dell’efficienza enegetica e al 31 dicembre 2025 per i lavori oggetto dell’Ecobonus del 110%.

Il Decreto Frodi

Fino a questo momento, ovvero gennaio 2022, tutto sembrava risolto e lineare, ma poi è stato approvato e pubblicato il Decreto Legge 4/2022 (Decreto sostegni ter) che, di fatto ha bloccato tutte le cessioni del credito successive alla prima. Un provvedimento che ha rischiato di bloccare l’intero sistema con gravi ripercussioni sull’economia nazionale e per correggere il tiro è stato pubblicato il Decreto Legge 13/2022 del 25 febbraio noto con il nome di Decreto Frodi (da non confondere con il precedente Decreto Antifrodi).

In quest’ultimo provvedimento si ripristina l’opzione della cessione del credito (e quindi dello sconto in fattura) consentendo le cessioni multiple, ma fino a un massimo di tre operazioni. Inoltre per alcuni interventi sono stati fissati nuovi limiti di spesa così come indicato nell’Allegato A del Decreto del 14 febbraio del 2022 del Ministero della Transizione Ecologica sulla “Definizione dei costi massimi specifici agevolabili, per alcune tipologie di beni, nell’ambito delle detrazioni fiscali per gli edifici”.

Come cambiano la cessione del credito e lo sconto in fattura

A oggi è possibile continuare a usufruire delle opzioni dello sconto in fattura e della cessione del credito per gli Ecobonus ma con alcune nuove regole. Per quel che riguarda la cessione del credito, infatti, il credito potrà essere ceduto per tre volte, ma le due successive alla prima solamente a soggetti iscritti agli albi della Banca d’Italia, ovvero banche, intermediari finanziari e istituti di credito. Stesso discorso per lo sconto in fattura che però non rientra nel computo del numero delle tre operazioni per la cessione del credito nel caso in cui il fornitore non volesse avvalersi della detrazione fiscale e preferisse recuperare il credito tramite cessione. Questa, come detto, può però avvenire solamente a enti autorizzati a operare in Italia.

Infine l’ultima novità è che a partire dal mese di maggio ogni prima cessione del credito verrà registrata con un codice univoco in modo da consentirne il tracciamento in modo da verificare la corrispondenza tra quanto ceduto e gli interventi effettivamente svolti.

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