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Incentivi Assunzioni

Incentivi assunzioni: quali sono e come ottenerli

Uno dei grandi problemi del nostro Paese è quello della disoccupazione che, tra andamenti altalenanti, vede a marzo 2021, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un aumento del 35.4% delle persone in cerca di lavoro. Un problema che ha inevitabilmente molte cause, tra cui il costo che le assunzioni hanno per gli imprenditori e i datori di lavoro. Motivo per cui anche nell’ultima legge di bilancio sono stati introdotti nuovi incentivi per le assunzioni.

Gli incentivi per le assunzioni

Sono fondamentalmente due gli incentivi per le assunzioni introdotti dal governo e sono orientati prevalentemente per i giovani (under 36) e le donne svantaggiate, ovvero le due categorie che in Italia faticano di più, per diverse ragioni, a trovare un impiego. Tali incentivi sulle assunzioni, è importante ribadirlo, sono soggetti alla dichiarazione di compatibilità da parte della Commissione Europea ma anche con gli adempimenti da parte delle aziende. Queste per poter usufruire degli incentivi per le assunzioni, infatti, dovranno essere in regola con il DURC per il versamento dei contributi, ma anche non aver effettuato licenziamenti pregressi ed essere allineate con le normative in materia di sicurezza sul lavoro.

Gli incentivi per le assunzioni delle donne

L’incentivo per l’assunzione delle donne riguarda le assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti in essere a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2022. Tale incentivo è rivolto alle donne che hanno compiuto il cinquantesimo anno d’età. L’agevolazione riguarda il 100% dei contributi a carico dei datori di lavoro, compresi i premi INAIL, per un tetto massimo di 6000€ annui. La durata dell’incentivo varia in base al tipo di contratto: vale 12 mesi, infatti, per i contratti a tempo determinato o 18 mesi per i contratti a tempo indeterminato (compresi quelli a tempo determinato che vengono poi trasformati in indeterminato).

Le donne oggetto dell’incentivo sono quelle di cinquant’anni che risultano disoccupate da almeno 12 mesi o per tutte le donne a prescindere dall’età che da sei mesi non lavorano e che sono residenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Inoltre l’incentivo può essere applicato anche alle assunzione di donne, di qualsiasi età e residenza che non lavorino da almeno sei mesi, che operano in uno dei settori in cui vi è una disparità di genere superiore al 25%.

Per ottenere questo incentivo il datore di lavoro deve dimostrare che, rispetto alla media dell’anno precedente, quell’assunzione determini un incremento occupazionale netto. Non rientrano nel conteggio di questa media i licenziamenti per giusta causa, le dimissioni volontarie e i pensionamenti per raggiunti limiti di età.

Gli incentivi per le assunzioni dei giovani

Il secondo grande contributo per gli incentivi per le assunzioni riguarda i giovani, ovvero i ragazzi con meno di trentasei anni. Questo incentivo mira a permettere ai giovani di trovare un impiego stabile. Per questo motivo l’incentivo è rivolto alle assunzioni a tempo indeterminato, anche per contratti part-time e alle trasformazioni dei contratti in essere a termine in indeterminati entro il 31 dicembre 2022. Per questo incentivo il datore di lavoro è esonerato dal versamento del 100% dei contributi a eccezion fatta dei premi INAIL. Tale contributo vale nei limiti  di 6000€ annui per un periodo di 36 o 48 mesi. La misura vale 36 mesi in tutte le regioni del territorio nazionale tranne in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia nelle quali tale misura ha valore di 48 mesi. L’obiettivo è quello di incentivare le assunzioni nel Sud del Paese.

Questo incentivo non è applicabile per i lavoratori che hanno già avuto un impiego a tempo indeterminato (anche se con altro datore di lavoro) e nemmeno per i rapporti di lavoro con qualifica dirigenziale, i rapporti di lavoro domestico e i contratti di apprendistato. Inoltre il datore di lavoro che richiede l’incentivo non deve aver effettuato un licenziamento nei sei mesi precedenti l’assunzione agevolata e né dovrà nei nove mesi successivi a quella data. Questo incentivo, come specificato da un’apposita comunicazione INPS (Circolare 56 del 12/04/2021), è diverso rispetto all’esonero triennale del 50%.

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