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IMU 2023

IMU 2023: le regole per il saldo

Il mese di dicembre pone, tra le altre scadenze, anche quella legata all’imposta municipale propria (l’IMU). Il 18 dicembre (la scadenza naturale del 16 cade di sabato e quindi slitta al primo giorno feriale utile successivo) è l’ultima data entro la quale pagare la seconda rata (il saldo) con l’eventuale conguaglio dell’imposta. Oltre a evidenziare qual è la procedura corretta per il pagamento facciamo il punto sulle novità e le esenzioni previste per questo tributo.

Esenzioni e agevolazioni

L’IMU, l’imposta municipale propria, è dovuta, come riferito dal Dipartimento delle Finanze, “per il possesso di fabbricati, escluse le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, di aree fabbricabili e di terreni agricoli“. L’imposta è dovuta dal proprietario dell’immobile su cui si paga l’IMU o da chi su di esso usufruisce di un diritto reale.

Sono previste però delle esenzioni e delle agevolazioni a seguito di diverse disposizioni normative, amministrative e giurisprudenziali. Conosciamo quali sono.

Le principali esenzioni confermate anche per l’IMU 2023 sono quelle legate agli eventi sismici. I fabbricati siti nei comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno (isola di Ischia) sono esentati dal pagamento dell’IMU fino alla completa ricostruzione dei fabbricati stessi. Sono esentati dal pagamento dell’IMU 2023 anche i comuni dell’Emilia Romagna, della Lombardia e del Veneto che nel 2012 sono stati colpiti dal sisma. Anche quelli dell’Abruzzo, del Lazio, delle Marche e dell’Umbria colpiti dai terremoti del 2016 sono esentati dall’applicazione dell’IMU fino al 31 dicembre 2023.

Sono esonerati dall’IMU anche gli immobili di proprietà dell’Accademia nazionale dei Lincei, ma solamente per quelli destinati all’esclusivo svolgimento di attività assistenziali, sanitarie, previdenziali, didattiche, ricettive, ricreative, sportive, culturali e di ricerca scientifica non commerciali.

Un discorso molto delicato riguarda gli immobili occupati abusivamente. La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto una nuova esenzione per gli immobili non utilizzabili né disponibili per i quali è stata presentata relativa denuncia all’autorità giudiziaria.

Per quel che riguarda il pagamento dell’IMU 2023 va poi fatto riferimento alla Risoluzione 4/DF del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha per oggetto la Richiesta di chiarimenti in merito all’applicabilità dell’imposta ai fabbricati collabenti, ai fabbricati rurali strumentali e alla conduzione associata di terreni. In questo documento si legge come i fabbricati collabenti (in disuso) sono esenti dal pagamento dell’IMU e, in quanto fabbricati, non possono essere qualificati come terreni edificabili (come fatto da diversi Comuni).

I fabbricati rurali strumentali, invece, pagano l’IMU ridotta allo 0.1% e i terreni agricoli oggetti di una conduzione associata non perdono il diritto all’esenzione dell’imposta.

I fabbricati di interesse storico e artistico hanno una base imponibile dell’IMU ridotta del 50%. Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza 6266 del 2/3/2023 questa agevolazione è cumulabile con quella che prevede una riduzione del 50% per i fabbricati inagibili o inabitabili. La doppia riduzione, che consente di avere una base imponibile ridotta al 25%, si applica anche per i fabbricati concessi in comodato a un parente entro il primo grado.

La sentenza della Corte costituzionale

Un importante chiarimento arriva dalla sentenza 209/2022 della Corte costituzionale che definisce l’abitazione principale, ovvero quella esentata dal pagamento dell’IMU. Nel pronunciamento si legge come l’immobile da considerarsi come abitazione principale è quello nel quale si verificano due condizioni: la residenza anagrafica e la dimora abituale.

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