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Lavoro Prestazioni Occasionali Sport

Gli obblighi per prestazioni occasionali nello sport

Dalla fine dello scorso anno sono entrati in vigore una serie di novità in materia di monitoraggio e contrasto alle forme elusive per l’impiego di lavoratori occasionali. Una realtà che interessa gli Enti del Terzo Settore (ETS) e quindi anche molte realtà sportive a seguito dell’approvazione della Legge 215/2021 e della Nota congiunta 109 del 27 gennaio 2022 da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

I soggetti coinvolti

La Legge 215/2021 prevede che l’avvio dell’attività dei lavoratori autonomi occasionali sia “oggetto di preventiva comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro competente per territorio, da parte del committente, mediante SMS o posta elettronica”. È poi la nota congiunta a precisare che tra i soggetti obbligati rientrano anche gli ETS, ma solo per quei committenti che “operano in qualità di imprenditori”.

Gli Enti del Terzo Settore che svolgono esclusivamente attività non commerciale, infatti, non rientrano nell’obbligo della comunicazione delle prestazioni occasionali. Anche le ASD e le SSD sono esenti da questo obbligo in quanto esse operano senza finalità di lucro, mentre la nota congiunta chiarisce che la comunicazione è obbligatoria esclusivamente per chi svolge attività in qualità di imprenditore.

Cos’è il lavoro occasionale

Il lavoro occasionale è disciplinato dal Decreto Legge 50 del 24 aprile 2017 che stabilisce la possibilità di effettuare attività lavorative occasionali e che sono tali quelle svolte all’interno di uno stesso anno civile per ciascun prestatore e utilizzatore per compensi non superiori a 5000€.

Il contratto di prestazione occasionale è utilizzabile da “professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni ed altri enti di natura privata” ma anche dalle amministrazioni pubbliche e dalle imprese agricole.

Ogni prestatore può rendere allo stesso utilizzatore prestazioni per compensi non superiori a 2500€. Il lavoro occasionale è associato al diritto all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali così come quella per l’invalidità e la vecchiaia con l’iscrizione alla Gestione Separata dell’INPS. I compensi di lavoro occasionale sono esenti dall’imposizione fiscale e non incidono sullo status di disoccupazione.

È importante chiarire che la formula del lavoro occasionale è vietata nei confronti di soggetti verso i quali l’utilizzatore ha un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa in essere o cessato da meno di 6 mesi.

Come inviare la comunicazione

Come anticipato la comunicazione per le prestazioni occasionali può essere inviata tramite SMS o per email (l’elenco completo degli indirizzi di posta elettronica è presenta al termine della nota congiunta dell’Ispettorato e del Ministero). Ogni comunicazione deve contenere i dati del committente e del prestatore di lavoro, il luogo della prestazione di lavoro occasionale, una descrizione sintetica del tipo di mansioni, la data di inizio della prestazione occasionale, l’indicativo arco temporale entro il quale la prestazione sarà conclusa e il compenso pattuito. Nel caso in cui la prestazione eccedesse la tempistica prevista non è necessario effettuare un’ulteriore comunicazione.

Trattandosi di un obbligo la mancata osservanza della comunicazione è soggetta a una sanzione amministrativa. Questa ha un importo da 500€ a 2500€ in relazione a ogni lavoratore per cui è stata omessa o ritardata la comunicazione per il lavoro occasionale.

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