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Finanziamento 25000€

Finanziamento 25000€: vale anche per ASD e SSD?

Bisogna ripartire e il mondo dello sport dilettantistico, pesantemente colpito non solo dalle settimane di lockdown, ma anche dall’incertezza di questa fase 2, prova a farlo cercando le risorse necessarie per rispondere alle diverse esigenze. Una delle principali misure è quella relativa al cosiddetto finanziamento di 25000€ erogato per le piccole e medie imprese. Il Decreto Liquidità all’articolo 13 (lettera m) stabilisce che:

Sono ammissibili alla garanzia del fondo, con copertura al 100 percento sia in garanzia diretta che in riassicurazione, i nuovi finanziamenti concessi da  banche, intermediari […] in favore di piccole e medie imprese e di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata  dall’emergenza  COVID-19  come da dichiarazione autocertificata ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, purché tali finanziamenti prevedano l’inizio del rimborso del capitale non prima di 24 mesi dall’erogazione e abbiano una durata fino a 72 mesi e un importo non superiore al 25 per cento dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, come risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia […] e, comunque, non superiore a 25.000,00 euro

Riassumendo, quindi, si può richiedere un finanziamento di massimo 25000€ della durata di 72 mesi con inizio del pagamento delle rate non prima di due anni (24 mesi). Il tasso di interesse si aggira intorno all’1.2%.

I 25000 di finanziamento sono anche per il settore dello sport?

Bisogna fare alcune precisazioni, in attesa di chiarimenti ufficiali, per quel che riguarda le associazioni e le società sportive dilettantistiche (ASD e SSD). Innanzitutto specificando come gli istituti di credito non siano obbligati al rilascio del finanziamento di 25000€ e, oltre a potersi rifiutare, possono anche richiedere maggiore documentazione per verificare i requisiti. Secondariamente è importante comprendere se le ASD e le SSD rientrino nel novero delle “imprese” per le quali è stato istituito questo finanziamento.

Formalmente non sembrerebbero esserci problemi per le Società Sportive Dilettantistiche (SSD), società a tutti gli effetti, ma rimane qualche dubbio e timore per le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD). Il mondo delle ASD, infatti, si divide in associazioni con o senza Partita IVA ed è lecito pensare che sicuramente le associazioni sportive senza partita IVA non rientrino tra i beneficiari del finanziamento di 25000€. Potrebbero rientrarvi quelle con la partita IVA, anche se in realtà tutte le ASD non svolgono attività d’impresa e tecnicamente potrebbero non essere considerate imprese e quindi, di conseguenza, oggetto della concessione del finanziamento.

Il problema si pone anche per quel che riguarda la quantificazione del danno causato dall’emergenza Covid-19. Per le SSD, infatti, vi è un bilancio o una dichiarazione fiscale presentata cui fare riferimento; tali atti sono invece assenti nelle ASD. Per questo tutto fa pensare che per le ASD sia molto improbabile il riconoscimento di questo tipo di finanziamento. Si potrebbero utilizzare i ricavi commerciali presenti nella dichiarazione dei redditi, ma è evidente che appare una valutazione molto riduttiva e articolata.

Infine c’è da sottolineare, come indica chiaramente il termine, che il finanziamento di 25000€ non è un contributo. Anche se a condizioni agevolate, sempre di finanziamento si tratta e quindi è fondamentale fare una valutazione sulla possibilità, dopo ventiquattro mesi, di avere le risorse per rientrare della somma concessa. Il problema maggiore oggi, anche e soprattutto per tutte le ASD e le SSD che costituiscono l’ossatura del nostro Paese, è dato dall’incertezza e dalla difficoltà di poter investire su un futuro molto incerto. La fase 1 è sì alle spalle, ma non è detto che non si possa ritornare a determinate restrizioni e, anche per forza di cose, il settore sportivo è uno di quelli considerato più a rischio. Per questo prima di accedere al finanziamento di 25000€ è fondamentale valutare la capacità di restituire la somma e di valutare, eventualmente, di richiedere un finanziamento minore, in modo da ridurre anche le rate di ciò che dovrà essere restituito.

L’alternativa del Credito Sportivo

Per le realtà del mondo dilettantistico (purché affiliate a una Federazione Sportiva) l’Istituto per il Credito Sportivo ha disposto diversi finanziamenti. Parliamo del Mutuo Ordinario e del Mutuo Light 2.0. il mutuo ordinario è un “finanziamento senza limiti di importo” destinato a finanziare “tutti i progetti e le iniziative tese alla realizzazione, alla ristrutturazione o all’acquisto di attrezzature per impianti sportivi su tutto il territorio nazionale”. Esistono due forme di questo mutuo ordinario per i privati: il mutuo ipotecario e il mutuo chirografario, nei quali cambiano i tassi e le condizioni del finanziamento.

Il Mutuo Light 2.0, invece, è un finanziamento rivolto ad ASD e SSD iscritte al Registro CONI (o alla sezione parallela CIP) e affiliate da almeno un anno a una federazione. Questo finanziamento  può avere un importo dai 3000€ ai 25000€, ma in rapporto al massimo al 25% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato. Questo finanziamento ha una durata di 6 anni di cui i primi due di preammortamento, destinato a permettere di “far fronte a esigenze straordinarie dovute alla crisi COVID-19”.

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