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Esterometro: La Fattura Elettronica Per L’estero

Esterometro: la fattura elettronica per l’estero

Con l’introduzione della fattura elettronica sono cambiate le procedure per gestire le operazioni fiscali dei contribuenti. Questa rivoluzione ha coinvolto non solo le partita IVA italiane, ma anche quelli che hanno la propria sede fiscale all’estero (sia in Europa che fuori). Parliamo quindi del cosiddetto esterometro, ovvero la Comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere. Scopriamo di cosa si tratta, come funziona e come devono adeguarsi le aziende e i professionisti del nostro Paese.

Cos’è l’esterometro

Come anticipato, il cosiddetto esterometro è la comunicazione che le imprese devono fare all’Agenzia delle Entrate degli adempimenti IVA di tutte quelle fatture emesse e ricevute verso l’estero. Di per sé la fatturazione elettronica è obbligatoria solamente all’interno dei confini nazionali, per tutte le operazioni con l’estero c’è l’obbligo dell’esterometro.

Le scadenze dell’esterometro

Per il primo trimestre del 2020 la scadenza di comunicazione dell’esterometro è quella del 31 maggio. Per il secondo trimestre la scadenza è quella del 30 settembre, per il terzo trimestre quella del 30 novembre e, infine, per il quarto trimestre quella del 28 febbraio 2021.

Come trasmettere i dati

L’invio dei dati dell’esterometro avviene sempre tramite un file XML trasmesso all’Agenzia delle Entrate tramite il portale Fatture e Corrispettivi. All’interno di questo file devono essere indicati i dati di chi ha emesso la fattura, la data e il numero del documento e l’imponibile (comprensivo dell’aliquota applicata) con la tipologia di operazione che è stata effettuata. Per ulteriori chiarimenti e approfondimenti è disponibile la sezione Fatture verso e da soggetti stranieri sul sito dell’Agenzia delle Entrate, all’interno del quale sono presenti anche le istruzioni per la compilazione e la trasmissione dell’esterometro.

I dati da comunicare e i soggetti esentati

Nell’esterometro possono non essere inserite tutte le operazioni per le quali è presente una bolletta doganale o, ancora, esiste una fattura (attiva o passiva) di tipo elettronico. Inoltre ci sono una serie di soggetti che sono esclusi dall’obbligo della comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere. Rientrano in questa categoria i contribuenti che aderiscono al regime forfettario, quelli nel regime dei minimi, i contribuenti del regime speciale degli agricoltori e, ancora, i medici e farmacisti.

Le sanzioni

Quali sono, invece, le sanzioni per chi non presenta l’esterometro o per chi omette alcuni dati al suo interno? La normativa vigente prevede due modalità di sanzione. La prima, di 2€ a fattura e non più di 1000€ a trimestre, è rivolta a coloro che omettono o sbagliano la trasmissione dei dati. La seconda, invece, riguarda coloro che correggono la comunicazione dei dati entro i 15 giorni successivi alla scadenza dell’obbligo di trasmissione dell’esterometro e prevede una sanzione di 1€ a fattura, per un massimo di 500€ a trimestre.

E le società sportive?

Per quello che riguarda il settore delle associazioni e delle società sportive è bene fare delle distinzioni. Sono esonerate dall’obbligo dell’esterometro le associazioni sportive con il solo codice fiscale e quelle con partita IVA che aderiscono al regime 398/91 e che hanno un fatturato minore ai 65000€. Le realtà con un fatturati maggiore e con un regime fiscale diverso da quello forfettario sono invece obbligati alla comunicazione dei dati.

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