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Ecobonus 110% ASD E SSD

Ecobonus 110%: le opportunità per ASD e SSD

Dopo settimane di annunci, smentite, voci di corridoio e supposizioni, l’Ecobonus del 110% è operativo con tanto di guida ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tra le principali novità del Superbonus, oltre all’estensione anche alle seconde case e alle villette, c’è la possibilità di utilizzare questa agevolazione fiscale anche da parte delle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e dalle Società Sportive Dilettantistiche (SSD). Si tratta, come vedremo, di un importante opportunità per il settore sportivo di accedere a risorse utili per riqualificare le strutture destinate all’attività sportiva. Dopo l’emanazione del bando Sport e Periferie anche questa estensione dell’Ecobonus del 110% è un’opportunità da valutare attentamente.

Gli interventi per ASD e SSD

Le indicazioni ufficiali stabiliscono che gli interventi oggetto dell’Ecobonus del 110% per ASD e SSD sono esclusivamente quelli “destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi”. L’agevolazione riguarda “le associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro istituito ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c), del decreto legislativo n. 242/1999”.

Ecobonus 110%: cosa c’è da sapere

A fronte degli ultimi emendamenti e modifiche della normativa che regolamenta l’Ecobonus del 110%. Si tratta di un’agevolazione fiscale con un’aliquota del 110% per tutte le spese sostenute entro il 31 dicembre 2021. A differenza degli altri Ecobonus (molti dei quali ancora attivi fino alla fine dell’anno), il Superbonus del 110% consente, oltre alla detrazione fiscale da ripartire in cinque rate annue di pari importo, di utilizzare il credito maturato o come sconto in fattura (da chiedere al fornitore) o cedendo il credito a un istituto autorizzato.

L’altra grande caratteristica di questo Ecobonus è che bisogna distinguere in interventi trainanti e interventi aggiuntivi. I primi sono quelli specifici oggetto dell’Ecobonus del 110% e riguardano:

  • interventi sugli involucri degli edifici per il miglioramento dell’isolamento termico;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali sugli edifici unifamiliari o sulle parti comuni degli edifici;
  • interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico degli edifici, così come previsto dal cosiddetto Sismabonus.

Gli interventi aggiuntivi sono quelli di miglioramento dell’efficientamento energetico, di installazione di impianti solari fotovoltaici e dell’acquisto di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici da eseguire obbligatoriamente insieme a uno degli interventi principali, pena l’impossibilità di ottenere la detrazione del 110%. Per i limiti di spesa di ogni tipologia di lavori è possibile consultare le tabelle riepilogative presenti nella guida dell’Agenzia delle Entrate e disponibili da pagina 19 a pagina 24 dello stesso documento. Per situazioni particolari la guida prevede anche una serie di esempi pratici che aiutano ad analizzare la casistica e a valutare ogni situazione.

L’ultima peculiarità riguarda le condizioni per poter accedere all’agevolazione fiscale. Oltre a tutti i documenti solitamente richiesti per questi interventi (fatture, ricevute fiscali, pagamenti tracciabili, eccetera) per l’Ecobonus del 110% è richiesto anche che l’intervento eseguito porti a un miglioramento di almeno due classi energetiche (o quella massima disponibile). Per accertare tale miglioramento è necessario presentare due attestati di prestazione energetica (APE), uno precedente l’inizio dei lavori e uno successivo alla fine, un visto di conformità e un’asseverazione tecnica eseguita da professionisti abilitati che attestino che i requisiti tecnici, così come la congruità delle spese, è stata rispettata.

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