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Decreto Ristori

Decreto Ristori: tutte le misure del Governo

L’attività normativa e di supporto del governo procede in modo parallelo: da una parte misure restrittive per tentare di contenere la diffusione del contagio da Covid-19 e, dall’altra, il sostegno alle categorie professionali (e non solo) più colpite. L’ultimo intervento in questa direzione è quella del Decreto Ristori che prevede diverse misure per supportare le partite IVA, i lavoratori autonomi e le attività commerciali che al 25 ottobre 2020, data di entrata in vigore del relativo DPCM, sono state maggiormente colpite dalle misure restrittive.

I 5 punti chiave del Decreto Ristori

Per comprendere nel dettaglio le misure del Decreto Ristori, chi sono i beneficiari e quali le condizioni e le procedure per potervi accedere, è utile individuare le cinque principali misure di sostegno:

  • Contributi a fondo perduto;
  • Proroga cassa integrazione
  • Credito d’imposta sugli affitti e Cancellazione seconda rata IMU;
  • Indennità per i lavoratori stagionali;
  • Reddito di emergenza.

Ciascuna di queste misure del Decreto Ristori ha particolari destinatari, formule di accesso e condizioni specifiche che devono essere valutate nel dettaglio. Entriamo quindi più nello specifico in ogni singola misura del Decreto Ristori.

Contributi a fondo perduto

La prima misura contenuta nel Decreto Ristori è il contributo a fondo perduto per tutte le attività colpite dalle misure restrittive facenti parte dei codici ATECO indicati nell’Allegato 1 del decreto.

A chi è rivolto

Il Decreto Ristori, come spiega la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è rivolto a quelle attività (anche con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro) il “ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019”. I codici ATECO coinvolti sono quelli delle attività di trasporto taxi e noleggio con conducente (che usufruiscono di un contributo del 100% e quelli di alberghi, villaggi turistici, ostelli, rifugi, colonie, affittacamere, aree di campeggio e alloggi per studenti che possono usufruire di un contributo del 150%. Rientrano in questa misura del Decreto Ristori anche i codici ATECO per la ristorazione ambulante, quella su treni e navi, catering, sale cinematografiche, agenzie e procuratori sportivi e di spettacolo, noleggio di strutture per eventi, organizzazione di convegni e fiere, teatri, sale da concerto, gestione di stadi, piscine, impianti sportivi, centri benessere, stabilimenti termali e parchi divertimenti per un contributo del 200%. Infine il contributo è del 400% per discoteche, sale da ballo e night-club. La percentuale del contributo va comunque calcolata entro il tetto massimo di 150000€.

La procedura per l’ottenimento di questo contributo è la medesima utilizzata per i contributi presenti nel Decreto Rilancio.

Proroga cassa integrazione

La seconda misura è quella che riguarda le nuove modalità di accesso alla cassa integrazione con la possibilità di usufruirne anche fino al 31 gennaio 2021.

A chi è rivolto

Possono accedere a queste nuove condizioni della cassa integrazione le aziende che hanno “esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione previste dal Decreto Agosto e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche”. La nuova cassa integrazione si articola su due diverse aliquote contributive: in caso di riduzione del fatturato inferiore al 20% (aliquota del 9%) o in assenza di riduzione del fatturato (aliquota del 18%). Per le imprese il cui calo del fatturato è superiore al 20% la cassa integrazione è gratuita.

Credito d’imposta sugli affitti e Cancellazione seconda rata IMU

Il Decreto Ristori prosegue poi stabilendo un credito d’imposta per i canoni di locazione delle mensilità di ottobre, novembre e dicembre (a prescindere dal fatturato) per gli immobili a uso non abitativo e per l’affitto d’azienda. Inoltre per questi stessi immobili e le relative pertinenze se i proprietari sono anche i gestori delle attività esercitate all’interno di essi, la seconda rata dell’IMU viene cancellata.

A chi è rivolto

Rientrano nel credito d’imposta sugli affitti tutte le attività il cui codice ATECO è presente nell’Allegato I del Decreto Ristori.

Indennità per i lavoratori stagionali

Coloro che hanno potuto accedere all’indennità prevista dall’articolo 9 del decreto legge 104 del 14 agosto 2020 potranno ottenere una tantum la stessa indennità per un valore pari a 1000€. Tramite apposita domanda all’INPS anche le seguenti categorie professionali potranno richiedere l’indennità.

A chi è rivolto

Lavoratori stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese operanti nel turismo o negli stabilimenti balneari, potranno richiedere l’indennità nel caso in cui il rapporto di lavoro in essere dal 1 gennaio 2019 al 29 ottobre 2020 sia cessato per ragioni indipendenti dalla loro volontà. L’indennità di 1000€ è riconosciuta anche ai lavoratori incaricati alle vendite a domicilio, a quelli autonomi non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ai lavoratori intermittenti e a quelli stagionali appartenenti a settori diversi da quelli turistico e termale.

Reddito di emergenza

Infine per quel che riguarda il Reddito di emergenza sono erogate altre due mensilità a partire da 400€.

A chi è rivolto

Possono ottenere queste mensilità tutti coloro che già avevano beneficiato del Reddito di emergenza e tutti coloro che nel mese di settembre hanno avuto un “reddito familiare inferiore all’importo del beneficio”. Per coloro che chiedono per la prima volta il Reddito di emergenza dovranno inviare l’apposita domanda all’INPS entro il 30 novembre 2020.

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