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Cura Italia

Cura Italia: le misure per Partita IVA e aziende

L’emergenza Coronavirus sta segnando profondamente il nostro Paese con conseguenze pesantissime sia dal punto di vista medico-sanitario, ma anche dal punto di vista economico. Per questo è stato emanato il cosiddetto decreto Cura Italia (Decreto 18 del 2020) con una serie di misure di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese.

Da quella data e da quel provvedimento sono state prese ulteriori misure per arginare le conseguenze della chiusura forzata delle aziende. È quindi utile fare chiarezza su quanto è stato stabilito, tenendo conto che, dato anche che la situazione è ancora in essere, molto potrà cambiare nel corso delle prossime ore e settimane. Vediamo quindi quali sono al momento le principali misure destinate ad aziende, partite IVA ed Enti del Terzo Settore.

Le misure per le aziende e le partite IVA

La prima misura riguarda la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi assistenziali e previdenziali, l’IVA e i premi per l’assicurazione obbligatoria. Tale sospensione è valida per tutti i nuovi versamenti fino alla fine del mese di maggio. Dal 31 i versamenti riprenderanno e potranno essere saldati o in un’unica soluzione o in cinque rate dello stesso importo, senza alcun tipo di interesse o sanzione. Le imprese coinvolte in questa misura sono indicate nell’articolo 58 del decreto. I pagamenti della Rottamazione Ter e delle cartelle in Saldo e Stralcio sono rinviato alla fine di maggio.

Per i lavoratori autonomi vi è la sospensione dei versamenti di ritenute, trattenute (addizionale regionale e comunale), IVA e contributi (assistenziali e previdenziali) in scadenza al 31 marzo. Anche in questo caso i versamenti riprenderanno dalla fine di maggio in una o in cinque rate di pari importo. Tale misura è rivolta a tutte le imprese e i lavoratori autonomi con ricavi inferiori ai due milioni di euro annui. Anche tutti gli altri adempimenti diversi dai versamenti sono posticipati al 31 maggio e dovranno poi essere saldati entro la fine di giugno.

Per gli esercenti che hanno la propria attività presso un locale in affitto potranno usufruire di un credito d’imposta del 60% per il canone di affitto del mese di marzo. Tale agevolazione si riferisce ai locali accatastati in categoria C1.

Indennità 600€

Per le partite IVA e i lavoratori autonomi è stata prevista un’indennità di 600€ per il mese di marzo che dovrebbe arrivare a 800€ per i mesi di aprile e maggio. Rispetto al primo testo del decreto Cura Italia, con la pubblicazione del “decreto Liquidità”, sono state modificate le condizioni di accesso all’indennità di 600€. Per poter ottenere questo contributo, infatti, è necessario che il professionista sia iscritto a una Cassa previdenziale ovvero, come recita l’articolo 34 “i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria devono intendersi non titolari di trattamento pensionistico e non iscritti in via esclusiva”.

La cassa integrazione

L’altra grande misura prevista in aggiornamento al decreto Cura Italia è la cassa integrazione che è stabilita in tre diverse modalità:

  • Cassa integrazione ordinaria anche per le imprese in Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO);
  • Cassa integrazione in deroga per le aziende con meno di 5 dipendenti e anche con un solo dipendente, purché non rientrino in altre misure di cassa integrazione;
  • Assegno del Fondo di integrazione salariale per le imprese con più di cinque dipendenti che non rientrano nella Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria.

L’accesso a tutte e tre le modalità di cassa integrazione è stato semplificato e vale per un periodo non superiore alle 9 settimane. Inoltre la cassa integrazione in deroga è stata estesa anche ai lavoratori che hanno avuto un contratto di lavoro dal 24 febbraio al 17 marzo e su questi procedimenti è stata prevista l’esenzione dell’imposta di bollo.

Le misure per il Terzo Settore

Anche il Terzo Settore, ovviamente, è pesantemente condizionato dagli effetti delle misure restrittive messe in atto per arginare il contrasto del contagio del Covid-19. A tal proposito una prima novità riguarda la possibilità di approvare il bilancio entro il 31 ottobre, anche qualora lo statuto sociale non lo preveda. Questa possibilità riguarda tutti quegli enti per i quali l’approvazione del bilancio ricade durante il periodo di emergenza (6 mesi). Questo perché l’approvazione del bilancio richiederebbe la riunione di tutti i soci e gli organi competenti, con l’impossibilità di farlo data la normativa vigente sia sugli spostamenti che sulle distanze di sicurezza da rispettare.

È stata infine prevista anche un’indennità di 600€ per i collaboratori sportivi, erogata da Sport e Salute e rivolta a tutti i collaboratori che avevano un rapporto professionale attivo al 17 marzo e che, nel mese di marzo, non hanno percepito altre forme di reddito. Inoltre i collaboratori che nel periodo d’imposta 2019 non hanno percepito compensi superiori ai 10000€, avranno diritto a una priorità sull’erogazione dell’indennità.

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