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Cassa Integrazione

Cassa integrazione: come e quando richiederla

Tra i provvedimenti che più hanno fatto discutere e generato criticità per gestire le conseguenze economico-professionali dell’emergenza Covid-19, c’è stato sicuramente quello relativo alla cassa integrazione. Tra le questioni tecniche di accesso al portale e quelle dell’assenza dei fondi, è opportuno chiarire la normativa e la procedura che è stata stabilita per accedere a tutte le forme di cassa integrazione, specie quelle straordinarie attive in questo periodo.

La nuova cassa integrazione

Ordinariamente esistono due tipologie di cassa integrazione: la cosiddetta CIGO o la CIGS. La prima è la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria ed è possibile attivarla, per i dipendenti del settore industriale, nei casi in cui le contrazioni del lavoro non sono direttamente riconducibili al datore di lavoro. la CIGS, invece, Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, può essere richiesta per far fronte a criticità strutturali dell’azienda. Nel caso in cui ci sono i requisiti la cassa integrazione viene erogata dall’INPS per l’80% della retribuzione complessiva percepita per quel periodo di tempo dal dipendente, ma può essere anticipata direttamente dal datore di lavoro.

Con il Decreto Legge 104 del 14 agosto 2020 sono state stabilite le condizioni di accesso alla cassa integrazione per quest’ultima parte dell’anno. La prima novità riguarda chi può ottenere la cassa integrazione per la seconda metà dell’anno. Come specificato dall’apposita circolare dell’INPS, la cassa integrazione per le ulteriori 9 settimane può essere richiesta “esclusivamente dai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di 9 settimane e purché lo stesso sia integralmente decorso”.

Come richiedere la cassa integrazione

I datori di lavoro che intendono richiedere questa forma di ammortizzatore sociale devono presentare la domanda esclusivamente tramite il portale dell’INPS, potendovi dal 1 ottobre accedere con lo SPID o con la Carta d’Identità Elettronica o con la Carta Nazionale dei Servizi. Nei documenti da allegare vi è una dichiarazione di responsabilità nella quale dichiara, sia per la CIGO che per la Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) che per l’Assegno Ordinario (ASO), lo stato del proprio fatturato. Le opzioni disponibili sono: non aver subito un calo di fatturato, averne avuto uno inferiore al 20%, averne subito uno pari o superiore al 20% o di aver avviato la propria attività dopo il 1 gennaio 2020.

Come visto esistono diverse tipologie di cassa integrazione che è possibile richiedere. Nello specifico vediamo la procedura per la CIGO e la CIGD.

Procedura per la richiesta della CIGO

Una volta eseguito l’accesso sul portale dell’INPS con le proprie credenziali è necessario recarsi sul menu CIG e fondi, selezionare la voce CIG Ordinaria e compilare la relativa domanda inserendo la causale COVID 19 con fatturato.

Procedura per la richiesta della CIGD

Dopo avere effettuato l’accesso al portale dell’INPS con le proprie credenziali bisogna selezionare il menu CIG e fondi, quindi CIG in deroga INPS e poi recarsi nella sezione ‘invio domande’ specificando se si intende richiedere una deroga INPS o una deroga plurilocalizzata; a questo punto inserire la matricola dell’azienda e nella tipologia della richiesta selezionare proroga 9 settimane con fatturato.

Va specificato come le aziende che richiedono e ottengono una di queste forme di sostegno devono poi versare un contributo addizionale. Questo contributo è calcolato in base alle riduzioni determinate dall’emergenza e dal fatturato aziendale.

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