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Associazioni Sportive

Associazioni sportive: attività commerciale o istituzionale?

La gestione delle associazioni sportive è sottoposta a normative particolari rispetto ad altre realtà associative. È molto importante conoscere i vari aspetti normativi per almeno tre diverse ragioni. La prima, operare nel rispetto della legge. La seconda: avere una gestione virtuosa. Terzo: poter usufruire delle agevolazioni e delle condizioni specifiche previste per questa tipologia di realtà. Nello specifico vogliamo occuparci della definizione e precisazione della differenza che c’è tra attività commerciale e attività istituzionale.

L’attività commerciale e istituzionale nelle associazioni sportive

Più che una distinzione formale si tratta di un importante aspetto sulla conduzione delle associazioni sportive che incide direttamente sulla gestione degli incassi.

L’attività istituzionale

È possibile definire l’attività istituzionale di un’associazione sportiva come quel tipo di operazioni, siano esse in entrata o in uscita, che l’associazione stessa svolge nei confronti dei soci e dei tesserati. Sono quindi delle attività interne che hanno il medesimo obiettivo: quello di rispondere alla mission associativa.

L’attività commerciale

Viceversa da quanto detto per l’attività istituzionale, quella commerciale è rivolta verso l’esterno, verso i soggetti che non fanno parte della struttura societaria in quanto soci o tesserati.

Il caso delle associazioni sportive

Così come stabilito dall’articolo 148 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, nelle associazioni sportive “non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali, nonché le cessioni anche a terzi di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati”. Questo significa che alcune attività tecnicamente commerciali possono essere considerate istituzionali.

L’importanza della differenza tra attività istituzionale e commerciale

Per fare un esempio, le associazioni sportive possono considerare l’affitto della struttura o dei campi di gioco come un’attività istituzionale, per quanto di per sé, invece, sarebbe commerciale. Questa distinzione consente di ottenere diversi vantaggi fiscali, in quanto le entrate istituzionali non rientrano tra l’imponibile dell’IVA o dell’IRES, mentre quelle commerciali sì. È quindi evidente come in sede di redazione del Rendiconto annuale sia possibile abbattere il peso delle imposte da pagare, senza dimenticare l’importanza di avere una gestione fiscale e amministrativa trasparente e corretta. Questa condizione mostra tutta la sua importanza anche in sede di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria che rileva una distinzione coerente delle entrate.

Le condizioni da rispettare

Quello dell’affitto delle aree di gioco o della struttura è solo uno dei numerosi esempi che si possono fare e la casistica è enorme e ogni situazione va valutata alla luce delle condizioni che è necessario rispettare per poter applicare questa distinzione. Le attività delle associazioni sportive possono essere considerate istituzionali solamente nel caso vengano rispettati determinati requisiti. Questi riguardano: la coerenza dell’attività sportiva, l’appartenenza dell’associazione sportiva a una Federazione Sportiva Nazionale (FSN) o a un Ente di Promozione Sportiva (EPS) ed essere in regola con l’invio del Modello EAS.

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