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Applicazione IVA ASD E SSD

Anche per ASD e SSD ci sarà l’obbligo di applicazione IVA

In attesa della tanto proclamata (e rimandata) Riforma dello Sport continuano ad arrivare cambiamenti importanti per la gestione fiscale degli Enti del Terzo Settore, in particolare per le ASD e le SSD che dal 2024 saranno coinvolte nel campo di applicazione dell’IVA.

A sancire questa rivoluzione è stato il cosiddetto decreto Fisco-Lavoro, ovvero la Legge 215 del 17 dicembre 2021 che introduce “misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili” e stabilisce l’entrata in vigore al 1 gennaio 2024.

Il campo di applicazione IVA per ASD e SSD

La legge 215 introduce il principio dell’attrazione al campo di applicazione IVA di tutte le operazioni che le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e le Società Sportive Dilettantistiche (SSD) svolgono verso i propri soci e tesserati per le attività istituzionali, quando queste vengono remunerate tramite specifici corrispettivi.

Questo significa che le ASD e le SSD avranno l’obbligo a partire dal 2024 di avere una partita IVA e di adattare la propria organizzazione fiscale e contabile a tutti gli obblighi annessi all’applicazione dell’IVA. ASD e SSD avranno quindi l’obbligo di fatturazione, registrazione e compilazione dei registi così come di liquidazione dell’imposta e dimostrazione di non violare i principi della concorrenza.

Gli aspetti critici da considerare

La Riforma dello Sport inizierà a prendere piede dal 2023 e solo dal 2024 le ASD e le SSD avranno l’obbligo di applicazione dell’IVA, ma si tratta di cambiamenti che è bene non rimandare all’ultimo. Se alcune modifiche societarie possono non essere convenienti da realizzare prima dell’entrata in vigore dell’obbligo è comunque necessario effettuare tutte le valutazioni del caso per programmare il processo di adeguamento verso questa nuova fase.

Anche perché va considerato come l’obbligo di applicazione dell’IVA non è un mero aspetto fiscale a carico di chi si occupa della gestione delle ASD e delle SSD, ma provoca cambiamenti sull’intera organizzazione di quella realtà. Basti considerare la necessità di ricorrere a un apparato gestionale capace di monitorare e gestire correttamente tutte le operazioni così come dei costi derivati da un obbligo di questo tipo.

Oltre l’obbligo di applicazione IVA: il futuro di ASD e SSD

La strada è stata segnata e quanto sta avvenendo in questi ultimi anni è il segnale di un futuro in cui l’incertezza la farà da padrone. Se difficilmente stiamo lasciandoci alle spalle gli effetti economici, professionali e sociali della pandemia a questi bisogna ora aggiungere le ripercussioni del conflitto tra Russia e Ucraina, senza dimenticare l’aumento dei costi dell’energia e una povertà sempre più profonda.

Uno scenario che potrebbe far scoraggiare ma che impone una duplice responsabilità per ASD e SSD. Da una parte la necessità di prepararsi a vivere mesi e anni ricchi di cambiamenti, sviluppando una struttura il più flessibile possibile e capace di adeguarsi ai cambiamenti finanziari, fiscali, economici, normativi e burocratici.

Parallelamente, proprio per la natura delle Associazioni e delle Società Sportive Dilettantistiche, l’importanza del ruolo dello sport per rispondere efficacemente (anche se con risultati spesso non a breve, ma a medio e lungo termine) alle criticità che, soprattutto per le nuove generazioni, questa incertezza inevitabilmente provocherà.

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