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5x1000

5×1000: le novità per gli Enti del Terzo Settore

Gli Enti del Terzo Settore hanno nel 5×1000 un’importante risorsa economica. Il 2020, complici i grandi cambiamenti provocati dai mesi di lockdown e dalle relative misure di contenimento, chiusura e conseguente rilancio, vedrà anche per il 5×1000 diverse novità. È importante quindi comprendere cosa cambia sia per la ricezione del 5×1000 che per le date entro le quali è possibile destinare la propria quota delle proprie tasse.

Le nuove scadenze del 5×1000

Partiamo proprio dall’effetto domino generato dalle proroghe delle scadenze per quel che riguarda la presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Uno dei primi provvedimenti del Governo è stato proprio quello di modificare il calendario delle scadenza fiscali. Uno degli effetti di queste modifiche è stato lo slittamento anche delle date entro le quali poter indicare a quale Ente del terzo Settore destinare il proprio 5×1000. Per le associazioni sportivi, le Onlus e tutti gli enti che fanno parte dell’elenco dei beneficiari del 5×1000 hanno potenzialmente più tempo per poter sollecitare i propri iscritti (e anche chi non lo è) a destinare il 5×1000 a quella realtà. Le nuove scadenze sono quindi le seguenti:

  • 7 luglio 2020 – per coloro che presentano il Modello 730 Ordinario tramite un sostituto d’imposta;
  • 30 settembre 2020 – per coloro che presentano il Modello 730 Ordinario o il Modello 730 Precompilato o il Modello Redditi (in forma cartacea) tramite un professionista abilitato, un CAF o attraverso i canali dell’Agenzia delle Entrate;
  • 30 novembre 2020 – per coloro che presentano il Modello Redditi in modalità telematica.

Questo per i contribuenti, vediamo invece cosa cambia per gli Enti del Terzo Settore e la gestione del bilancio.

La proroga

La principale novità è che il governo ha permesso agli Enti del Terzo Settore di avere più tempo per poter utilizzare le risorse ricevute dall’ultimo 5×1000 (2018 e probabilmente anche parte o tutto del 2019). Le organizzazioni, quindi, hanno tempo fino al 31 ottobre 2020 per le attività di rendicontazione. Scadenza che è invece del 30 novembre 2020 per le associazioni che dal 5×1000 hanno ricevuto una somma superiore ai 20000€ e che entro fine mese devono inviare il rendiconto.

In una nota del Ministero del Lavoro vengono chiarite due importanti questioni sul contributo del 5×1000 in relazione ai cambiamenti introdotti dagli ultimi decreti legge. Il primo quesito sottoposto al Ministero del Lavoro è relativo alla proroga dei termini entro i quali svolgere le attività finanziare con i fondi raccolti dal 5×1000. Il dicastero ha così risposto: “Alla luce della descritta ratio dell’intervento normativo, consistente nel rendere fruibile agli enti del Terzo settore un più ampio margine temporale di operatività, in ragione dello stato d’emergenza in corso, si deve ritenere la disposizione in parola applicabile, secondo il criterio di cassa, anche ai contributi parimenti erogati, in via eccezionale, nel corso del 2019, sebbene imputati ad anni finanziari antecedenti il 2017, per i quali la scadenza del termine di utilizzo non sia anteriore al 31 gennaio 2020 (termine iniziale del periodo emergenziale dichiarato con la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020)

Il secondo quesito, invece, verteva sulla possibilità di destinare le suddette somme per attività finalizzate a contrastare l’emergenza in corso. Il Ministero del Lavoro ha chiarito che: “possono essere considerate ammissibili ai fini della rendicontazione del contributo del cinque per mille, spese sostenute per far fronte all’emergenza sanitaria in corso solo se le stesse siano imputate ad attività rientranti nell’oggetto sociale e coerenti con le proprie finalità statutarie”. Quindi, conclude il Ministero, “l’emergenza epidemiologica in atto non può ex se fondare l’ammissibilità, ai fini dell’utilizzo del contributo del cinque per mille, di spese da sostenere in deroga alle previsioni statutarie, tali da determinare una modifica dell’oggetto o dello scopo sociale”.

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